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GELSOMINO

Significato: timidezza, amabilità.

Fioritura: fine primavera-autunno.

Storie e leggende

  • Una leggenda araba racconta così la nascita del gelsomino. C'era una volta la madre delle stelle, il suo nome era Kitza e viveva in un palazzo fatto di nuvole. Un giorno Kitza stava "Parando abitini fatti di prezioso oro per i suoi figli astri, quando un gruppo di piccole stelle le si avvicino. Le stelline erano contrariate perché i loro vestiti non erano belli come quelli che stava preparando per gli altri. Kitza cercò di calmarle, ma non aveva tempo da perdere, perché doveva provvedere a vestire tutti gli altri! Le stelline non vollero sentire ragioni e continuarono a protestare e lamentarsi. Proprio in quel momento si trovava a passare di lì Micar, il re degli spazi. Una volta conosciuto il perché ditutto quel baccano, si arrabbiò molto con le stelline e le cacciò dal firmamento, ma prima strappò loro di dosso gli abiti che avevano e li gettò a terra in mezzo alfango. Kitza, era disperata: le sue stelline in quel modo sarebbero state calpestate dagli uomini. Ma sulla terra, la signora dei giardini, che si chiamava Bersto, ebbe pietà di lei: capiva le sofferenze di una madre, e decise di salvare le stelline dalla loro brutta sorte. Fu così che, per non farle calpestare, le trasformò in fiori profumatissimi, i gelsomini
  • Il gelsomino fu importato in Europa nel '500 dai navigatori spagnoli e, secondo una leggenda, in Italia A il primo ad averne qualche esemplare fu il fiorentino Cosimo de A Medici. Il duca si innamorò del fiore al punto da voler essere l'unico a possederlo. Proibì allora ai propri giardinieri di diffondere le sue piante e anche solo di regalarle. Nessuno oltre a lui doveva conoscerlo. Così fu, e per molti anni quel fiore delicato e profumato rimase sconosciuto ai più. Successe però che un giorno un giovane giardiniere di corte pensò di donare alla sua amata un ramoscello di gelsomino. La fanciulla apprezzò molto quel dono floreale, tanto che per impedire che quel fiore così raro appassisse in fretta, decise di metterlo nella terra per farlo conservare più a lungo. Il gelsomino rimase bello e verde per tutto l'anno e, quando arrivò la primavera, fece nuovi fiori. Diventò nel tempo sempre più robusto e generò nuovi polloni, da cui nacquero altrettante piante. I due fidanzati vendettero le piante di gelsomino e con il ricavato riuscirono a sposarsi e a garantirsi una vita serena. Da allora le fanciulle toscane presero l'abitudine di portare un mazzetto di gelsomini nel giorno del matrimonio. E in Toscana ancora oggi vale il detto: "Ragazza degna di portare quel mazzolino è ricca abbastanza per fare la fortuna del marito".

Curiosità

  • In Oriente, secondo la tradizione, i fiori del gelsomino vengono aggiunti alle foglie di tè per profumarlo.