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NON TI SCORDAR DI ME

Significato: amore sincero, "non dimenticarmi".

Fioritura: primavera.

Storie e leggende

  • Secondo una credenza popolare il primo non ti scordar di me, sarebbe nato ai tempi di Gesù Cristo: Gesù Bambino era seduto in grembo a sua madre, la Madonna, quando ella espresse il desiderio che i suoi occhi potessero essere visti nei secoli dalle generazioni che sarebbero succedute. Allora il bambino sfiorò prima i suoi occhi, poi sfiorò la terra e in quel punto esatto sbocciò un non ti scordar di me. Da questa credenza deriverebbe l'altro nome con cui questo fiore è conosciuto: occhi della Madonna.
  • In Germania è stata tramandata nei secoli la storia di una pianticella rimasta senza nome. Durante la creazione Dio, che aveva dato il nome a tutte le piante, se ne stava andando quando sentì una vocina che lo implorava di non dimenticarla. Dio guardò verso quella voce che proveniva dalla terra vicina ai suoi piedi e vide una piccola pianta piena di fiorellini delicati. Si chinò verso di lei e le disse che il suo nome sarebbe stato "non ti scordar di me", così nessuno l'avrebbe più dimenticata.
  • Un'altra leggenda tedesca racconta della triste e romantica storia d'amore. Un cavaliere e la sua amata stavano passeggiando lungo un fiume, quando videro dei bei fiorellini a riva. Il cavaliere innamorato si chinò per raccoglierli e donarli alla donna, ma scivolò e, a causa dell'armatura, cadde nelle acque del fiume. Il peso che aveva addosso non gli permise di risalire e, malgrado tutti i suoi sforzi, il cavaliere annegò, ma prima di morire e di essere trascinato lontano dalla corrente, lanciò alla fidanzata il mazzetto di fiori che aveva raccolto, gridando verso di lei: "Non ti scordar di me!".

Curiosità

  • In passato questa pianta è stata utilizzata come antidoto contro il veleno di serpenti e ragni, per curare le ferite inferte le Spade, come talismano per allontanare gli spiriti maligni.
    Plinio il Vecchio, infatti, lo descrive come panacea di tutti i mali, metafora della salvezza dal dolore e da "tutto ciò che rende cupa la vita".